Partire come ragazza alla pari per la Germania

Ciao a tutti! In questo articolo parlerò della mia esperienza come Aupair -Mädchen, cioè come ragazza alla pari, in Germania. Innanzitutto vorrei precisare che partire come ragazza alla pari è un buon modo per imparare una nuova lingua, per migliorarla e  per iniziare a conoscere un paese in tutte le sue sfaccettature, ma può diventare anche un incubo se si lavora per la famiglia sbagliata.

Come funziona il tutto? Semplicissimo! Ci sono siti gratuiti in cui ci si può iscrivere e in cui si può creare il proprio profilo; le famiglie fanno altrettanto e si presentano con qualche riga. A me avevano contattato direttamente loro, ma ci si può anche candidare senza aspettare un loro messaggio. Dopo i primi contatti via email, di solito, ci si sente via skype per definire tutti i dettagli. Io avevo fatto tutto da sola, ma esistono anche agenzie che fanno da tramite, ma credo che non siano del tutto gratuite.

Le ragazze alla pari hanno sempre una stanza per conto loro e devono badare ai bambini/ ragazzini durante il giorno: nel mio caso badavo a due ragazzine di 11 e 12 anni. I genitori lavoravano a Monaco di Baviera, quasi due ore da Passau , e avevano bisogno di una ragazza che preparasse la colazione, che svegliasse le figlie, che le accompagnasse alla fermata del pullman e che cucinasse per loro al ritorno. I genitori tornavano sempre la sera. Tra i miei compiti c’erano anche stirare e pulire i pavimenti e aiutare la più piccola con lo studio, che puntualmente mi ignorava. Altre ragazze che ho conosciuto erano davvero considerate come donne delle pulizie e dovevano badare all’intera casa.

Non so se ci siano delle differenze per quanto riguarda i contratti, ma io prendevo 260 euro al mese e non pagavo né vitto e né alloggio ed inoltre mi avevano rimborsato una piccola parte dei costi di un corso di lingua presso una Volkshochschule, una specie di scuola che offre molti corsi, tra cui quelli di lingua. Altre ragazze che avevo conosciuto avevano seguito, invece, tutti i corsi di tedesco dall’A1 al C1 senza pagare niente. Ogni caso è differente, va un po’ a fortuna insomma. La famiglia è costretta però a pagare per te un’assicurazione sanitaria che copre i costi in caso di urgenza; io andai addirittura da un dentista per delle carie e non pagai nulla.

Veniamo ai lati negativi. Ci possono essere diversi casi: ci sono famiglie carine, famiglie che trattano male la ragazza, genitori carinissimi e figli capricciosi e maleducati oppure il contrario. Nel mio caso? Il papà e la ragazzina più grande erano davvero due amori, mentre la mamma e la più piccolina mi trattavano davvero malissimo e senza rispetto. La bambina piccola era viziatissima e non mi ascoltava mai. Con la madre parlavo pochissimo perché non mi stava simpatica e credo anche che questo sentimento fosse reciproco. Raggiunse il punto massimo di simpatia quando mi disse, senza aver chiesto un suo parere in merito, che con lo studio che volevo fare, letterature e lingue slave, sarei rimasta disoccupata. Viva la simpatia!

Perché sono rimasta otto mesi in una famiglia che mi trattava così? Perché ho avuto molto tempo per studiare tedesco da autodidatta prima e poi con un corso, semplice! É stata dura? Sì. Mi considero una ragazza generalmente forte, ma ammetto che non mi sono mai sentita così sola come questa volta. Ha aiutato? Sì! Dopo sette mesi ho dato un esame di lingua tedesca che era necessario per entrare all’università e dopo averlo superato ho iniziato ad essere più serena.

Riassumento, ecco qui i punti positivi e negativi di quest’esperienza.

COSE POSITIVE:

  • vitto e alloggio pagato
  • Taschengeld (paga mensile)
  • corso di lingua pagato
  • pratica della lingua
  • conoscenza di nuovi amici

COSE NEGATIVE:

  • essere scambiata per una donna delle pulizie a tempo pieno
  • bambini viziati che ti trattano male
  • genitori poco carini nei tuoi confronti
  • nostalgia di casa
  • sentirsi completamente sola
  • vivere in un paesino che non offre niente

Rifarei questa esperienza? Probabilmente la rifarei ma cambierei alcune cose. Cercherei, per esempio, di andare in una grande città e non in un paesino sperduto, ed eviterei ragazzini in piena crisi adolescenziale!

Consiglierei questa esperienza? Assolutamente sì. Anche se mi sono trovata molto male con la famiglia, sono convinta che ogni esperienza, nel bene e nel male, ci fa crescere e porta a galla lati di noi stessi che non conoscevamo ancora. Tutte le esperienze ci portano a rivalutare anche le nostre priorità e i nostri limiti. Inoltre questi percorsi personali sono anche necessari per capire il valore di quello che si ha o che si aveva prima di partire. Sembrano parole copiate da un manuale di vita, ma in realtà sono dettate solo dalla mia esperienza 🙂

Se invece volete partire e lavorare presso una ONG, allora vi consiglio di guardare il mio articolo sul “Servizio volontario europeo“.

In bocca al lupo e venitemi a trovare anche sulla pagina Facebook GerMania- Survival Guide!!

Annalisa Perone

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