Partire per cercare se stessi

Da molti anni ormai si sentono storie di ragazzi che decidono di partire perché non trovano lavoro nel proprio paese. Al contrario, io sono partita lasciando alle mie spalle un lavoro sicuro, cosa che al giorno d’oggi è difficile trovare.

Dopo la maturità ho avuto la fortuna di trovare subito un lavoro a tempo indeterminato in centro a Milano, dove ho lavorato per un anno, e poi di trovarne un altro con un contratto di apprendistato che sarebbe poi diventato indeterminato. Insomma, avevo quello che tutti sperano di trovare nel loro futuro.

Quando ho deciso di partire come volontaria europea è stato uno shock per molti, soprattutto per la mia famiglia. Quando racconto ancora oggi che ho lasciato ben due lavori a tempo indeterminato, la gente non capisce il mio gesto e pensa che sia pazza o ingrata. Il convivere con queste critiche, il non sentirsi capita ma etichettata sono state forse le cose che più mi hanno reso insicura, perché mi sentivo davvero “la strana” e ho iniziato a chiedermi se non avessero ragione.

Ogni persona, per fortuna, è un mondo a parte e ognuno di noi ha esigenze diverse ed è alla ricerca di qualcosa. Io mi sentivo intrappolata in qualcosa che in realtà non mi piaceva e che non mi apparteneva; per me la partenza è stata in realtà una ricerca di me stessa.

Mi ricordo che ogni giorno tornavo a casa da lavoro e mi chiedevo se la vita fosse questa: alzarsi presto la mattina, andare a lavoro, aspettare con trepidazione la pausa pranzo, lavorare, aspettare con il cronometro la fine della giornata lavorativa, tornare a casa, mangiare, essere troppo stanca per uscire con gli amici, andare a letto, godersi il tempo libero solo il fine settimana e, dopo due giorni di pausa, riprendere lo stesso ritmo.

Non c’è cosa peggiore di alzarsi ogni giorno e sentirsi costretta a fare un lavoro che in realtà non dà nessuna soddisfazione. Il tutto è ancora peggio se queste cose si vivono all’età di 23 anni e se si è circondati da amici che studiano, che partono, che ritornano, che crescono, che si evolvono e tu rimani sempre lì, seduta alla scrivania.

Dopo che avevo preso la decisione di partire ho iniziato a guardarmi intorno e per caso ho scoperto il servizio di volontariato europeo; ho iniziato a risparmiare soldi per il dopo SVE e con pazienza sono partita un anno dopo, con un po’ di risparmi alle spalle.

Se non avessi avuto il coraggio di seguire la mia strada e di abbandonare un lavoro sicuro per andare verso qualcosa di incerto, mi sarei persa le esperienze più difficili ma anche più belle della mia vita. Non sarei mai andata a visitare un villaggio in Siberia per un progetto , non avrei mai conosciuto così tanti stranieri e le loro storie interessanti, non avrei mai vissuto in un villaggio in mezzo alla campagna, non avrei mai scoperto il mio amore per la natura, non avrei mai studiato all’università, non avrei mai scoperto quanto sia bello recitare su un palcoscenico, non avrei mai lavorato come tutrice all’università, non avrei mai scoperto quanto sia bello ogni tanto stare da soli, e quanto sia bello essere indipendenti al 100 %.

Inoltre, può sembrare banale, ma queste esperienze mi hanno anche fatto capire quanto siano importanti le mie origini italiane, quanto sia bello parlare la propria lingua madre e quante cose avevo dato per scontato prima.

Se avessi ascoltato la parte razionale del mio cervello e soprattutto se mi fossi fatta influenzare da quello che gli altri ritenevano giusto, oggi non sarei così grata al mondo per quello che ho.

Seguite la vostra strada sempre, anche se andate controcorrente!! Se volete conoscermi e/o scrivermi per chiedermi qualcosa, potete visitarmi sulla mia pagina Facebook. Coraggio ragazzi!

Annalisa Perone

 

2 comments

  1. Sembra la mia storia. Solo che sono ferma alla prima parte, ovvero non mi sono ancora decisa a fare il passo per trasferirmi in Germania. Ho 25 un lavoro sicuro, o meglio, quasi sicuro (ho un edicola e i guadagni piano piano stanno calando) la voglia di andare via dall’Italia e di ritrovare me stessa, di rimettermi in gioco. Le tue parole sono d’oro per me, Annalisa. Combatto con gli altri e soprattutto con me stessa ogni giorno per convincermi che sia la scelta giusta mollare tutto e andare via da qui.
    Un bacio.

    1. Ciao Federica, innanzitutto grazie mille per il tuo pensiero. Non sai che piacere mi fa sentirti dire che le mie parole sono d’oro per te. Capisco come ti senti. Secondo me se non farai ora questa scelta, con il passare del tempo troverai sempre più scuse per rimanere nella tua situazione. Io non sono per le scelte avventate e quindi ti consiglierei di pianificare il tutto piano piano, iniziando a studiare tedesco, per esempio. Oppure visto che sei così giovane potresti partire con il Servizio Volontario Europeo come me. Questo ti permetterà di stare tranquilla economicamente per un annetto e di imparare il tedesco e di lasciarti trascinare dalla vita. Se hai bisogno di consigli, mi puoi scrivere dei messaggi su Facebook 🙂 Un abbraccio grosso.

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